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lunedì 6 febbraio 2012
Spettacoli * CRISTO MUORE IN FABBRICA
     

Con il sostegno di

Sistema Teatro Torino


Patrocinio della Città di Torino

 

In collaborazione con

Laboratorio Permanente di Ricerca sull'Arte dell'Attore di Domenico Castaldo


Con il Patrocinio di


CGIL - Camera del Lavoro provinciale di Torino



Spettacolo realizzato nello spirito
delle iniziative del Consiglio Comunale di Torino, che ha dedicato l'anno 2008 alla Sicurezza nei luoghi di lavoro.

Venerdì 22 maggio alle ore 18,30 presso la Cavallerizza Reale, si tiene una discussione pubblica sul tema La vita e il lavoro. E viceversa. Alla discussione intervengono, insieme agli attori:

Giuseppe Castronovo - Consiglio Comunale di Torino
Pierino Crema - Segretario Camera del Lavoro provinciale di Torino CGIL
Antonino Salerno - Segretario nazionale SIAM

 
Moderatore nella discussione:

Enrico Contenti - RSU Cgil
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  PRODUZIONE 2009  

Sabato 12 dicembre 2009 - h 21
Teatro Giacosa -
Piazza del Teatro - Ivrea (TO) - Info e prenot. 349.7808023

Nell'ambito di MAESTRALE 09/10 Irruzioni Teatrali 
Progetto di Residenza Teatrale Multidisciplinare - Liberipensatori "Paul Valéry"

 

Giovedì  10 dicembre 2009 - h 21
Teatro Concordia - Corso Puccini - Venaria Reale (TO) - Stagione 09/10
Info e prev. 011.4241124 - www.teatrodellaconcordia.it


Prima assoluta 21-22-23 maggio 2008 - Cavallerizza Reale -Torino

nell'ambito di CANTIERE RETTILARIO - stagione teatrale 2008-2009 della Fondazione Teatro Piemonte Europa 


 

CRISTO MUORE IN FABBRICA:

E’ SOLO UN ALTRO INCIDENTE

 immagini 1

immagini 2

demo video

rassegna stampa

 

La storia

 
Cristo si reincarna in un ladro che, tornando dal mare alla guida di un’auto rubata, è vittima di un incidente; soccorso, ruba un’ambulanza e scappa. Vittima di un altro incidente - non riesce a centrare la porta di un casello -, viene estratto dal mezzo in fiamme. Stranamente il corpo non presenta ustioni, ma ha segni di frustate e una ferita nel costato. L’uomo chiede da bere e poi parla: “Adesso che sono tornato, mi reincarnerò in molti altri”. Detto questo, scompare. La notizia si diffonde e centinaia di persone si accalcano in caserme, ospedali e parrocchie, avanzando il sospetto di essere il Cristo. Il Vaticano prende cautamente posizione. La situazione precipita quando si scopre che il corpo di un operaio estratto da una fabbrica in fiamme, oltre che segni di frustate e una ferita nel costato, ha una corona di spine in testa...

 
Le basi

Urge creare memorie fantastiche: non basta accontentarsi di cronache e celebrazioni.
I morti non devono servire solamente a farsi piangere dalle masse e a generare ricorrenze.
Non devono servire in alcun modo.
Non devono divenire protagonisti di tristissimi reality show a posteriori.
Occorre generare miti immaginifici. Gettare semi di rivolte possibili.

Il teatro non può limitarsi a relazionare, a documentare il reale, a dare informazioni utili o a tutelare memorie.
Il teatro è civile quando, astraendo dalla realtà senza prescinderne, tenta di costruire civiltà, quando bada ai cives, offrendo loro possibilità molteplici di sogni, pensieri e azioni: quando è energia che incontra energie, relazione che innesca relazioni.
In questo senso, ogni teatro dedicato agli spettatori ai quali si rivolge, è civile.

 

 

 

 

 

 

 

 

La messa in scena

 

Oltre che in apposito spazio, le prove dello spettacolo si estendono in luoghi aperti della città, mediante incursioni degli attori su strada: piazze, vie pedonali e portici della città vedranno gli attori leggere pubblicamente il copione, presentare stralci del lavoro in corso e dialogare, confrontandosi con gli spettatori così incontrati.
La presentazione di uno spettacolo in divenire di fronte a pubblici diversi, è per la Compagnia occasione per sperimentare l’imprevisto e vivificare il principio fondante del proprio metodo di lavoro: la simultaneità fra drammaturgia e momento spettacolare, unita alla centralità dell'attore-autore, dello spazio e del pubblico nell'evoluzione della messa in scena.

Proprio di tale drammaturgia mobile e basata sul confronto costante fra attori, spazi e pubblici diversi,  fa parte pure il concetto di direzione: tutti gli attori di uno spettacolo ne sono pure direttori.

La loro direzione  non consiste tanto nel dare agli altri e a se stessi regole per potere agire, quanto nell’agire con i modi che spazi, tempi, luoghi e relazioni suggeriscono; consiste nel dirigersi verso uno o più punti, visibili o invisibili, reali o immaginari; nel cercare percorsi utili alla comunicazione e alla partecipazione; nel vestirsi di un rigore non dettato né imposto né previsto, ma frutto di scoperta progressiva e dunque necessario e connaturato all’autore della scoperta.

La direzione inizia con le prove e continua con le repliche, con il dichiarato auspicio di non vedere mai una fine.

Il musicista plasma in prova una drammaturgia musicale (canto, chitarra e lamiera d’acciaio), che si intreccia per consequenzialità e contrappunto a quella detta ed agita dagli altri attori.

 

Spazio

 

Per sua stessa impostazione drammaturgica, lo spettacolo si fa forte di un'estrema duttilità di allestimento.

Lo spettacolo può dunque essere realizzato in qualunque spazio oscurabile con caratteristiche tali da garantire una scena minima utile (m 8 x 6) e dimensioni adeguate ad una partecipazione significativa da parte del pubblico.

La valorizzazione delle caratteristiche dello spazio (intesa pure come utilizzo logistico-dinamico dello spazio stesso, teso ad ottimizzare la coesistenza fra attori e spettatori) mira a declinare lo spettacolo in un evento compartecipato e drammaticamente condiviso, nel quale il pubblico possa riconoscersi quale co-protagonista.

 

Luci e costumi

 

La creazione costumistica e quella luminotecnica sfruttano povertà calcolate e genialità semantiche, in sintonia con l’essenzialità che informa l’intera messa in scena: il loro scopo è fotografare l’ineluttabilità dell’attimo e determinare un costante impulso evocativo.

In particolare, il disegno luci prevede una serie di possibilità adattabili alle situazioni logistiche più disparate (dalla stanza al grande teatro).

 

Prima

 

Il progetto produttivo è tra i vincitori del Bando indetto dalla Città di Torino e dal SistemaTeatro Torino: "CRISTO MUORE IN FABBRICA: E' SOLO UN ALTRO INCIDENTE" è dunque fra i progetti che la Giuria (composta da rappresentanti di Città di Torino, SistemaTeatro Torino, Direzione artistica della Fondazione del Teatro Stabile di Torino e AGIS) ha ritenuto di sostenere ed è stato scelto dalla Fondazione TPE (Teatro Piemonte Europa), che lo ospita nella propria stagione teatrale 2008-2009 (prima assoluta nei giorni 21-22-23 maggio 2009, nei locali della Cavallerizza Reale di Torino).

 

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  Gruppo di lavoro  


 

Testo di

 

Marco Gobetti

 

Direzione e recitazione

 

Ruggero Dondi, Marco Gobetti

 

Direzione e musica dal vivo

 

Dario Buccino

 

Costumi

 

Federica Sala

 

Disegno luci

 

Cristian Zucaro

 

Tecnico luci

 

Simona Gallo


Musiche originali di

 

Dario Buccino

 


 


 

 

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