Sabato 12 dicembre 2009 - h 21
Teatro Giacosa - Piazza del Teatro - Ivrea (TO) - Info e prenot. 349.7808023
Nell'ambito di MAESTRALE 09/10 Irruzioni Teatrali
Progetto di Residenza Teatrale Multidisciplinare - Liberipensatori "Paul Valéry"
Giovedì 10 dicembre 2009 - h 21
Teatro Concordia - Corso Puccini - Venaria Reale (TO) - Stagione 09/10
Info e prev. 011.4241124 - www.teatrodellaconcordia.it
Prima assoluta 21-22-23 maggio 2008 - Cavallerizza Reale -Torino
nell'ambito di CANTIERE RETTILARIO - stagione teatrale 2008-2009 della Fondazione Teatro Piemonte Europa
CRISTO MUORE IN FABBRICA:
E’ SOLO UN ALTRO INCIDENTE
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rassegna stampa
Cristo si reincarna in un ladro che, tornando dal mare alla guida di un’auto rubata, è vittima di un incidente; soccorso, ruba un’ambulanza e scappa. Vittima di un altro incidente - non riesce a centrare la porta di un casello -, viene estratto dal mezzo in fiamme. Stranamente il corpo non presenta ustioni, ma ha segni di frustate e una ferita nel costato. L’uomo chiede da bere e poi parla: “Adesso che sono tornato, mi reincarnerò in molti altri”. Detto questo, scompare. La notizia si diffonde e centinaia di persone si accalcano in caserme, ospedali e parrocchie, avanzando il sospetto di essere il Cristo. Il Vaticano prende cautamente posizione. La situazione precipita quando si scopre che il corpo di un operaio estratto da una fabbrica in fiamme, oltre che segni di frustate e una ferita nel costato, ha una corona di spine in testa...
Le basi
Urge creare memorie fantastiche: non basta accontentarsi di cronache e celebrazioni.
I morti non devono servire solamente a farsi piangere dalle masse e a generare ricorrenze.
Non devono servire in alcun modo.
Non devono divenire protagonisti di tristissimi reality show a posteriori.
Occorre generare miti immaginifici. Gettare semi di rivolte possibili.
Il teatro non può limitarsi a relazionare, a documentare il reale, a dare informazioni utili o a tutelare memorie.
Il teatro è civile quando, astraendo dalla realtà senza prescinderne, tenta di costruire civiltà, quando bada ai cives, offrendo loro possibilità molteplici di sogni, pensieri e azioni: quando è energia che incontra energie, relazione che innesca relazioni.
In questo senso, ogni teatro dedicato agli spettatori ai quali si rivolge, è civile.



La messa in scena
Oltre che in apposito spazio, le prove dello spettacolo si estendono in luoghi aperti della città, mediante incursioni
degli attori su strada: piazze, vie pedonali e portici della città vedranno gli attori leggere pubblicamente il copione, presentare stralci del lavoro in corso e dialogare, confrontandosi con gli spettatori così incontrati.
La presentazione di uno spettacolo in divenire di fronte a pubblici diversi, è per la Compagnia occasione per sperimentare l’imprevisto e vivificare il principio fondante del proprio metodo di lavoro: la simultaneità fra drammaturgia e momento spettacolare, unita alla centralità dell'attore-autore, dello spazio e del pubblico nell'evoluzione della messa in scena.
Proprio di tale drammaturgia mobile e basata sul confronto costante fra attori, spazi e pubblici diversi, fa parte pure il concetto di direzione: tutti gli attori di uno spettacolo ne sono pure direttori.
La loro direzione non consiste tanto nel dare agli altri e a se stessi regole per potere agire, quanto nell’agire con i modi che spazi, tempi, luoghi e relazioni suggeriscono; consiste nel dirigersi verso uno o più punti, visibili o invisibili, reali o immaginari; nel cercare percorsi utili alla comunicazione e alla partecipazione; nel vestirsi di un rigore non dettato né imposto né previsto, ma frutto di scoperta progressiva e dunque necessario e connaturato all’autore della scoperta.
La direzione inizia con le prove e continua con le repliche, con il dichiarato auspicio di non vedere mai una fine.
Il musicista plasma in prova una drammaturgia musicale (canto, chitarra e lamiera d’acciaio), che si intreccia per consequenzialità e contrappunto a quella detta ed agita dagli altri attori.
Spazio
Per sua stessa impostazione drammaturgica, lo spettacolo si fa forte di un'estrema duttilità di allestimento.
Lo spettacolo può dunque essere realizzato in qualunque spazio oscurabile con caratteristiche tali da garantire una scena minima utile (m 8 x 6) e dimensioni adeguate ad una partecipazione significativa da parte del pubblico.
La valorizzazione delle caratteristiche dello spazio (intesa pure come utilizzo logistico-dinamico dello spazio stesso, teso ad ottimizzare la coesistenza fra attori e spettatori) mira a declinare lo spettacolo in un evento compartecipato e drammaticamente condiviso, nel quale il pubblico possa riconoscersi quale co-protagonista.
Luci e costumi
La creazione costumistica e quella luminotecnica sfruttano povertà calcolate e genialità semantiche, in sintonia con l’essenzialità che informa l’intera messa in scena: il loro scopo è fotografare l’ineluttabilità dell’attimo e determinare un costante impulso evocativo.
In particolare, il disegno luci prevede una serie di possibilità adattabili alle situazioni logistiche più disparate (dalla stanza al grande teatro).
Prima
Il progetto produttivo è tra i vincitori del Bando indetto dalla Città di Torino e dal SistemaTeatro Torino: "CRISTO MUORE IN FABBRICA: E' SOLO UN ALTRO INCIDENTE" è dunque fra i progetti che la Giuria (composta da rappresentanti di Città di Torino, SistemaTeatro Torino, Direzione artistica della Fondazione del Teatro Stabile di Torino e AGIS) ha ritenuto di sostenere ed è stato scelto dalla Fondazione TPE (Teatro Piemonte Europa), che lo ospita nella propria stagione teatrale 2008-2009 (prima assoluta nei giorni 21-22-23 maggio 2009, nei locali della Cavallerizza Reale di Torino).