| Login
 
sabato 19 maggio 2012
Progetti ed eventi * La vera storia di Hilario Halubras
  In evidenza  


Ascolta
Radio Hilario Halubras


In caso di ascolto in diretta, clicca su "join as a guest" fra le opzioni di accesso che compariranno

Vai al
blog di Hilario Halubras

Erogazioni liberali



Il progetto, avendo l'intento di diffondere la cultura teatrale, coincide con l'attività istituzionale dell'Associazione Culturale Compagnia Marco Gobetti: è sostenibile, sia da persone fisiche che da persone giuridiche, mediante erogazioni liberali, che potranno avvenire durante le prove pubbliche, con offerte nel cappello esposto o mediante offerte online, tramite il link qui sopra accessibile.

Qualunque persona (fisica o giuridica) voglia diventare socio dell'Associazione Culturale Compagnia Marco Gobetti, per partecipare alla vita associativa e per contribuire attivamente allo sviluppo del progetto, può fare domanda di ammissione all'indirizzo direzione@marcogobetti.org. Le domande verranno esaminate dal Consiglio Direttivo, come previsto dallo Statuto.

 Stampa     
  LA VERA STORIA DI HILARIO HALUBRAS  
“Gli uomini prima sentono senza avvertire; dappoi avvertiscono con animo perturbato e commosso, finalmente riflettono con mente pura”  dalla “Scienza Nuova” di Giambattista Vico

   

 

 

 

 

 


Dall'autunno 2009...

         

...alla primavera 2010

Il progetto nacque nell'autunno 2009, con l’intento  di fare evolvere il tentativo di contaminazione del sistema teatrale già in atto con il Teatro stabile di strada® : oltre che portare su strada, in modo autonomo, organizzato e frazionatamente stanziale, spettacoli già presentati nei circuiti istituzionali, si sarebbe tentato di creare liberamente uno spettacolo su strada, per poi presentarlo nel sistema teatrale.

Grazie alla trasformazione dell'intero meccanismo di produzione in meccanismo spettacolare, il debutto in teatro sarebbe stato derivazione diretta di almeno cinquanta prove pubbliche su strada.

Le prove pubbliche sarebbero state divise in cinque tranche da dieci giorni ciascuna: le prime due nel centro di Torino, la terza nei capoluoghi di Provincia del Piemonte, la quarta in Comuni ad alta marginalità del Piemonte, la quinta in ciascuna delle Circoscrizioni di Torino.

La natura avventurosa, volutamente e funzionalmente anomala del progetto e il reperimento in divenire del 50% del finanziamento (che, frazionato e collettivo, avrebbe dovuto provenire, con criteri proporzionali, da tutti i territori coinvolti nella creazione pubblica) si rivelò incompatibile con la sicurezza richiesta in qualunque ambito imprenditoriale: gli Enti a cui era stato richiesto il sostegno di base, ritennero evidentemente di non prendere in esame la richiesta.

Venne dunque a sfaldarsi la struttura di produzione ipotizzata e il bilancio preventivo in base al quale erano state determinate le quote di ogni singolo Soggetto partecipante alla produzione: mancando i presupposti pattuiti, ritirammo le nostra richiesta di contributo frazionato collettivo e invitammo tutti i Soggetti aderenti al progetto
a esercitare il diritto di regredire dall'impegno preso.

Una difficoltà, questa che è nata, che ci spinse ad attuare la prima significativa trasformazione del progetto e a considerare ogni futura limitazione o intralcio eventuale, utile stimolo ad ulteriori mutamenti.

"La vera storia di Hilario Halubras" assume totale elasticità (temporale e logistica) e suscettibilità a variazioni; rinuncia ad ogni pretesa di messa in scena definitiva: scopo primo diventa  la diffusione della cultura teatrale, fotografata nel suo aspetto più contemporaneo, il mestiere dell'attore.

Entreranno a fare parte della drammaturgia pure gli attimi vissuti, le persone incontrate o evocate, le lingue ascoltate e le storie raccolte durante ogni fase del progetto: in questo senso già si è raccolto preziosissimo materiale durante il sopralluogo "
I santi sulla strada".


  





 

 

"La vera storia di Hilario Halubras" è progetto di produzione culturale, senza previsioni possibili di denaro, tempo e mezzi impiegati. Si tratta di una spettacolarità infinita, che ha l'intento di diffondere la cultura teatrale nel suo aspetto più contemporaneo, il mestiere dell'attore. Essa si adatterà e si trasformerà proprio in base ai mezzi  a disposizione (ottenuti mediante erogazioni liberali), al pubblico con il quale avverrà e alla disponibilità degli artisti associati.

E' spettacolarità non commerciabile, perché è parte integrante di un mercato anomalo: il mercato del libero scambio culturale, fra cittadini che liberamente si associano, nelle forme, continuative o occasionali, consentite dalla legge.
Tale spettacolarità avviene su strada.

Per queste ragioni il meccanismo de "La vera storia di Hilario Halubras" non mira a produrre uno spettacolo, perché esso stesso è spettacolo nell'incontro ogni volta diverso, fra cittadini diversi. L'unica produzione a cui mira, è quella culturale: in quanto tale potrà arricchirsi (a seconda delle circostanze) di aspetti laboratoriali, didattici, informativi, dialettici...
E' iniziativa rivolta agli artisti soci dell'Associazione Culturale Compagnia Marco Gobetti, da cui è promossa, ma avviene su strada, pubblicamente, perché si alimenta dell'incontro con il resto della cittadinanza.
Gli artisti intendono farsi cittadini fra cittadini, favorendo la crescita culturale propria ed altrui e stimolando l'incremento delle possibilità comunicative ed associative di ciascuno.

Gli artisti che promuovono tale meccanismo, mirano ad arricchire l'immaginario collettivo con una figura viva, una maschera contemporanea (Hilario Halubras appunto). Un tipo fisso che non smetterà mai di crescere e  maturare in relazione alle realtà con cui verrà a contatto (mediatiche, linguistiche, economiche, sociali...), con l'unico vincolo della propria origine: la stessa precisa, immutabile vicenda che di volta in volta verrà resa nota.

Le prove pubbliche de "La vera storia di Hilario Halubras" costituiscono dunque un cantiere in continua evoluzione. Quando Hilario Halubras avrà sufficiente maturità, da solo o con altri attori, certo farà spettacoli: ma tale attività, commerciale, sarà assolutamente svincolata dalla crescita del suo personaggio all'interno della società. Tale crescita  prescinderà dal corpo dell'attore che lo interpreta, sopravvivendogli in un altro corpo quando questi morirà. Tale crescita sempre ed ovunque avverrà in strada e porterà il nome de "La vera storia di Hilario Halubras", mentre i titoli degli spettacoli (che potranno invece avvenire ovunque, pure nei teatri) dipenderanno da dettagli di non poco conto della burrascosa nascita del nostro, assumendo precisi riferimenti spazio-temporali: "Hilario Halubras e l'Italia del XX secolo d.C.", "Hilario Halubras e il I secolo d. C.", "Hilario Halubras e l'Africa del XIX secolo d.C.", "Hilario Halubras e l'Atene del  V secolo a.C." e così via...

Intanto, Hilario Halubras nasce e cresce, con "La vera storia di Hilario Halubras".

Una "second life" in carne ed ossa, per l'attore che interpreta H.H.; "teatro nel teatro" inteso come evento pubblico - e non come rappresentazione -, per gli artisti che collaborano alla creazione della maschera di H.H.; un pezzo di vita per tutti i cittadini coinvolti, artisti e pubblico; una soluzione per esistere, per Hilario Halubras.

Nota utile

Per avviare "La vera Storia di Hilario Halubras", ipotizziamo il futuro parto del primo spettacolo: "Hilario Halubras e l'Italia dal XIX al XX secolo".
Noi sappiamo che è una possibilità remota, con l'unica funzione di fare scendere in strada sia l'attore che Hilario Halubras, per gli utili scopi sopra descritti. E' più che altro un modo per motivarli e per tranquillizzarli, ingannandoli... Ingannando chi? Loro due naturalmente, con buona pace di tutti coloro che credono sia indispensabile Produrre uno spettacolo per fare Teatro.

     

 "Hilario Halubras e l'Italia dal XIX al XX secolo"

   


 

Il protagonista

 

La funzione dell’attore

 

L’apprendimento pubblico

 

Lo spettacolo

 

Luci, costume, fonica

 

Musiche

 

 

 

CRONO-PROGRAMMA

 

TERRITORIALITA’

 

 

 

DRAMMATURGIA

 

Strumenti

 

Lingua e argomenti

 

 

 

Meccanismo di produzione

 

Direzione e co-direzione

 

 

IL PROTAGONISTA (dove compare pure il soggetto della drammaturgia)

Hilario Halubras è soldato in missione in un paese lontano, quando rimane vittima dello scoppio di una granata. La sua salma viene rimpatriata.

Hilario Halubras è un uomo nuovo. E' una salma che ride. E' felice perché ha trovato chiarezza.

Hilario Halubras comincia a bussare contro il coperchio della bara già verso la fine del viaggio, ma i colpi risuonano invano nella stiva dell'aereo.

Lo sentiranno bussare all'arrivo, quando, resigli i doverosi onori con musiche di rito e discorsi di commiato, calerà il silenzio.

Scoperchiata in fretta la bara dai presenti, Hilario Halubras ne esce da subito con due grandi colpe: quella di essere un eroe mancato e quella di non potere fare a meno di ridere.

Ma fra una risata e l'altra, il nostro tenta di parlare: usa una lingua nuova, per lui e per gli altri. Una stranezza questa, che gli deriva sì dalla botta presa (fu lo spostamento d'aria causato dalla bomba a scaraventarlo contro un porco, che nello sfortunato testa a testa morì a sua volta, lui per davvero), ma pure da ciò che vide nell'aldilà prima di ridestarsi. Sogno o morte temporanea che fosse, sta di fatto che Hilario Halubras nell'aldilà ebbe il tempo di assistere a un fenomeno incredibile: fenomeno che gli permise di leggere con chiarezza sconvolgente la realtà contemporanea dell’aldiquà. Il suo tentativo di parlare deriva dalla forte volontà di rivelare a tutti quel segreto. Hilario Halubras nell'aldilà vide alcuni morti ammazzati dei secoli scorsi: li vide compiere un’azione mirabolante.

Hilario Halubras non è il suo vero nome, bensì il suo nuovo nome: prima si chiamava Mario Rossi. Hilario Halubras è l'approssimata riproduzione lessicale della sua risata, variamente declinabile: hi-la-rio-ha-lu-bras, bras-ha-lu-rio-hi-la, rio-ha-la-hi-bras-lu ecc. Lui ha ora un'identità onomatopeica. Girerà per le vie e le piazze e tenterà di parlare, fra una risata e l'altra, per rivelare il segreto che carpì nel buio di una bara, morto apparente in terra lontana.

Bisogna però precisare che Hilario Halubras non è un morto resuscitato. Più che altro è un vivo morto per poco, per potere correre allegro tra i vivi e rivelare evidenze nascoste. Evocando il passato, Hilario Halubras smaschera e vive il presente.

 LA FUNZIONE DELL'ATTORE (dove compaiono pure ulteriori dettagli sulla vicenda di Hilario Halubras)

Hilario Halubras ha bisogno di diventare un attore per svelare il suo segreto per le strade; l’attore ha bisogno di recitare per le strade per interpretare Hilario Halubras[1].

L'azione dell'attore coincide dunque con quella di Hilario Halubras. E viceversa. L'attore e Hilario Halubras girano per le vie e le piazze in un corpo solo.

L'attore ha un unico vantaggio rispetto al pubblico: conosce almeno in parte segreto di Hilario Halubras, ciò che lui vide nell'aldilà. E conosce alcune delle sue letture; ne conosce, almeno in parte, la cultura acquisita.

Infatti un'altra cosa straordinaria accadde a Hilario Halubras fra lo scoppio della granata (con conseguente scontro con la testa del maiale, a causa dello spostamento d'aria) e il suo risveglio nella bara: lui in poche ore (esattamente quarantotto) si fece una cultura.

Mentre gli appariva la straordinaria azione compiuta nell'aldilà da parte di quei morti ammazzati, lesse fiumi di libri di ogni epoca, di cui come d'incanto gli scorrevano le pagine davanti agli occhi e ogni parola, ogni pagina, ogni frase e pensiero gli rimaneva indelebilmente impressa. Fu così che Hilario scoprì nuovi linguaggi e pensieri e vicende e, conseguentemente, rinnovò lingua e cultura e acquisì una nuova coscienza civile.

L'attore non potendo, per sua incapacità, assumere la magica velocità di lettura offerta al personaggio dalla morte apparente, spalmerà su un periodo più ampio il proprio apprendimento. E’ quella conoscenza che lo farà diventare del tutto Hilario Halubras. Nodo fondamentale di tutto il piano di produzione è che tale apprendimento sarà pubblico, avverrà nei modi descritti qui di seguito e accompagnerà il peregrinare di Hilario Halubras per le vie e le piazze, nel tentativo di diffondere il segreto che custodisce.


L’APPRENDIMENTO PUBBLICO
(dell’attore per diventare Hilario Halubras e di Hilario Halubras per diventare attore)

Le modalità delle prove pubbliche[2]

Il peregrinare dell’attore e del personaggio, cui si è appena accennato, costituirà dunque la preparazione di uno spettacolo. Le tappe di tale peregrinare saranno dunque da intendersi come prove pubbliche dello spettacolo e vedranno l’attore interpretare Hilario Halubras, appropriandosi progressivamente del suo linguaggio, della sua cultura e della storia che egli intende evocare (beninteso, è proprio così tra l’altro che Hilario Halubras imparerà a fare l’attore).

Il caso vuole che uno dei due protagonisti abbia da tempo avviato una metodologia di lavoro di cui il confronto diretto con il pubblico è il punto essenziale in un contesto di totale provvisorietà, quale è quello offerto dalla strada. L’attore opera infatti da anni con il TEATRO STABILE DI STRADA®, con il quale, oltre a portare su strada con intento contaminante (in modo autonomo, organizzato e frazionatamente stanziale) spettacoli nati e già proposti e replicati nelle forme e nei luoghi del sistema teatrale, recentemente sta pure tentando di fare nascere spettacoli su strada, riservandosi poi di trasformarli e trasferirli nel sistema teatrale stesso.

Grande sorpresa e soddisfazione provò l’attore nell’apprendere che proprio le pagine de Le opere e i giorni di Esiodo (opera da lui letta recentemente in strada con gli intenti appena esposti) sono le prime che Hilario Halubras lesse nelle sue 48 ore di morte apparente, mentre gli compariva pure l'incredibile azione compiuta nell’aldilà dai morti ammazzati nel '900.

Proprio con la lettura (rigorosamente in greco antico) de Le opere e i giorni di Esiodo, l’attore e Hilario Halubras inizieranno dunque il loro peregrinare per vie e piazze: le prime due tranche di prove pubbliche avverranno nel centro della città di Torino.
In caso di freddo i nostri scenderanno a patti di volta in volta con i gestori dei bar della città in cui si troveranno, accomodandosi per frazioni di tempo variabili nei dehors muniti di lampade riscaldanti.

Della coincidenza dei due esseri

C'è ben poco da dire: sia l'attore sia Hilario Halubras sono molto contenti, perché entrambi hanno bisogno del pubblico per avvenire. Ambendo poi entrambi ad essere un'unica persona, la loro - o meglio: la sua - contentezza è doppia. Alla loro coincidenza sono dunque perfettamente funzionali le prove su strada.

Dell'indipendenza dei due esseri

E' indispensabile per la buona riuscita dell'operazione che i due conservino per un certo tempo le rispettive identità, scatenando un proficuo conflitto, interno all'unico corpo che li ospita.

Proprio per questo Hilario Halubras ha un proprio blog sul web, che porta il suo nome e sul quale scrive i propri pensieri e raccoglie i suggerimenti del pubblico, nonché i testi delle opere predilette fra quelle che riuscì a leggere nelle 48 ore di morte apparente.

L'attore avrà invece un proprio canale radio sul web, dal quale trasmetterà in lettura gran parte delle opere che Hilario Halubras riuscì a leggere in quelle famose quarantott’ore.

Da Radio HILARIOHALUBRAS verranno inizialmente trasmesse le seguenti opere:

-          Gustavo Modena. Politica e arte. Epistolario con biografia.

-          L'eccellenza et trionfo del porco di Giulio Cesare Croce

-          Vita di Vittorio Alfieri da Asti scritta da se stesso

-          Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria

Alla lettura di tali opere - verranno ovviamente trasmesse in più puntate - seguirà o si intersecherà quella di opere dei padri della lingua e letteratura italiana (dai primi documenti del volgare sino a San Francesco d'Assisi, Iacopone da Todi, Cecco Angiolieri, Guido Cavalcanti... e oltre) e di opere quali L’Artabàn bastonà di Edoardo Calvo e Gli animali parlanti di Giovanni Battista Casti e altre che via via Hilario Halubras pubblicherà sul suo blog.

Parti di queste opere – secondo l’insindacabile scelta di Hilario Halubras – andranno poi ad aggiungersi, sostituirsi e mescolarsi ai versi de Le opere e i giorni, nella peregrinazione su strada.

 
LO SPETTACOLO

La terza e la quarta fase delle prove vedranno Hilario Halubras (a quel punto l’attore lo sarà del tutto) esportare, alla guida di un furgone, la spettacolarità in corso d’opera sulle piazze del Piemonte[4].

L’azione spettacolare si estenderà a più ore della giornata, prevedendo pure la pubblica trasmissione da Radio Hilario Halubras, di cui il furgone diventerà sede mobile; Hilario Halubras trasmetterà pubblicamente, diffondendo la propria voce non solo nell’etere in senso lato (sulla frequenza della web radio), ma pure nell’aria (con adeguata amplificazione) sulla piazza in cui di volta in volta si troverà.

Il furgone (che assolve beninteso, pure alla funzione di trasportare gli impianti luminotecnico e fonico) sarà l’unico oggetto scenico.

Boccascena sarà il portellone laterale spalancato, dal quale Hilario Halubras evocherà i dettagli della sua vicenda e svelerà l’azione di cui nell’aldilà vide essere protagonisti alcuni morti ammazzati eccellenti del secolo scorso. Hilario Halubras, oltre ad interpretare la parte di se stesso, si calerà nei panni di ciascuno di quei morti: saranno loro a parlare evocando la propria azione nell’aldilà.

Il furgone si farà teatro, insieme al luogo nel quale di volta in volta sarà parcheggiato.

In questo Hilario Halubras è maschera contemporanea: un cittadino che cerca di comunicare con altri cittadini, rispondendo a un bisogno che sente urgente. 

LA VERA STORIA DI HILARIO HALUBRAS non è una storia di morti, è una storia di vivi nella Storia: è una storia di soggetti civili che riattivano e creano memorie accadendo. In questo senso anche ciò che accadrà nelle prove pubbliche diverrà parte della storia evocata (visi, voci, incontri, pasti...). La storia sta pure nel suo peregrinare: Hilario Halubras possiede un furgone, che gli è essenziale per raggiungere le piazze e per nascondersi e comparire durante lo spettacolo. Se necessario, potrà anche essergli utile per scappare.

La quinta tranche di prove pubbliche vedrà il ritorno a Torino di Hilario Halubras: percorrerà questa volta la città con il furgone, andando a sostare in luoghi rappresentativi di tutte le Circoscrizioni della Città.

Dopo tante prove pubbliche, deve essere un teatro ad ospitare la prima dello spettacolo, che è destinato ad essere poi replicato in qualunque luogo: Hilario Halubras farà appunto di tutto affinché il suo spettacolo possa avvenire ovunque, ma proprio ovunque.

La “prima” di "Hilario Halubras e l'Italia del XX secolo"  avviene non a caso in un teatro. Per festeggiare la sua nascita, Hilario Halubras, maschera contemporanea, sceglie un luogo in cui potersi trovare sufficientemente a disagio; in cui sperimentare l’ennesima provvisorietà. Lascerà per la prima volta il furgone parcheggiato fuori (quel furgone che tornerà poi ad utilizzare anche durante le repliche ogni qual volta riuscirà a raggiungere con lo stesso la zona scenica), nel luogo più vicino possibile al teatro, da dove, nel mattino precedente la replica, trasmetterà le proprie letture preferite sulle frequenze della sua radio web.

Hilario Halubras a teatro non nasconderà il suo disagio nel trovarsi di fronte a persone nuove in un luogo a lui nuovo, sarà molto turbato dal fatto di non potere guardare ogni tanto il cielo e rimpiangerà di non avere un copione a portata di mano: probabilmente scoppierà a piangere ed inizierà lo spettacolo proprio evocando ciò che più a quel punto gli mancherà: il furgone. “Quel mezzo che gli ha consentito di diventare definitivamente maschera: uomo che parte arrivando e arriva partendo. Figlio degli attimi che si rincorrono. Segno del tempo e dell’albero a camme”. Sono, questi ultimi, pensieri che egli stesso citerà, confondendosi alquanto e scatenando il mal celato pianto. Pianto che ben presto lascerà posto al cronico riso irrefrenabile e al fiume di azioni e parole con cui tenterà di evocare il segreto carpito nell’aldilà e la vicenda incredibile da lui vissuta morendo.

Hilario Halubras, da buona maschera, non morirà con questo spettacolo: ne farà probabilmente altri. Dopo le azioni dei morti ammazzati nel XX secolo, ne potrà evocare altre compiute nell’aldilà da morti del secolo precedente e poi di quello ancor prima e così via...

Per farlo potrà pure chiamare in scena altri attori.

                                                
LUCI, COSTUME, FONICA

Assistendo all’ultima fase delle prove su strada, tre artigiani progettano e forniscono a Hilario Halubras gli strumenti per farsi egli stesso artigiano della contemporaneità, interpretandola al meglio in qualunque spazio verrà a trovarsi.

Il costume di Hilario Halubras, così come le luci che lo accompagnano e il trattamento del suono (musiche riprodotte e voce), seguendo una estrema essenzialità, mirano a farsi segni che avvalorano proprio la contemporaneità della maschera a cui si riferiscono.

In questo senso hanno pure la funzione di stimolare e ottimizzare l’elasticità di rappresentazione dello spettacolo, consentendone la realizzazione in ogni spazio.

In quanto segni, manifestano altro, non sono fine a se stessi: sono dunque variabili e in movimento, non temono la provvisorietà e modulano la propria influenza rispetto alle situazioni e ai luoghi in cui avviene la spettacolarità. Sanno essere tanto presenti quanto assenti: capacità che pure Hilario Halubras tenterà di assumere, imitandoli.

MUSICHE

Le musiche saranno riprodotte da un apparecchio comandato dallo stesso Hilario Halubras e saranno parte integrante della storia evocata. Quattro temi musicali (La musica dei vivi, La musica dei morti, La musica del pianto, La musica del riso) evocheranno quattro suoni che il nostro sentì alternarsi nel buio della bara.

Ciascuno dei temi musicali sarà commissionato ad un differente musicista, che lo comporrà in piena libertà.    

CRONO-PROGRAMMA

Le prove pubbliche avverranno inizialmente in cinque tranche di una decina di giorni ciascuna, con la seguente localizzazione:

-          le prime due tranche su strada nel centro della città di Torino

-          la terza tranche su strada, da Torino sino nei capoluoghi di Provincia del Piemonte (dettaglio nel paragrafo successivo)

-          la quarta tranche su strada, da Torino sino in Comuni del Piemonte ad alta marginalità (dettaglio nel paragrafo successivo)

-          la quinta tranche, a Torino, in tutte le Circoscrizioni

TERRITORIALITÀ

Dopo le prime due tranche di prove pubbliche, che avverranno nel centro di Torino, le successive si svilupperanno secondo i seguenti diagrammi.

 

PROVE PUBBLICHE, TERZA TRANCHE: DA TORINO AI CAPOLUOGHI DI PROVINCIA

 

PROVE PUBBLICHE, QUARTA TRANCHE: DA TORINO A COMUNI AD ALTA MARGINALITA’ DELLA REGIONE

 

NOTA

L’attore esporrà il cappello per le offerte durante le prove pubbliche. 

La scelta dei luoghi in cui si svolgeranno le prove pubbliche avverrà nel rispetto delle modalità indicate dall'art. 4 della legge regionale 15 luglio 2003, n. 17 e di eventuali delibere dei Comuni stessi (emesse entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della suddetta legge) regolamentanti le attività artistiche di strada secondo le competenze ad essi attribuite dall’art. 5, comma 1 della legge stessa.

L’attore considererà la legge regionale 15 luglio 2003, n. 17 nella sua interezza (insieme appunto ad eventuali integrazioni normative cui i Comuni abbiano ottemperato nel tempo utile indicato dalla legge stessa) unico strumento legislativo di riferimento per lo svolgimento delle prove pubbliche del presente progetto; ciò in forza pure del fatto che, per quanto riguarda la legislazione nazionale in merito, il DPR. del 28 maggio 2001 n. 311 all'articolo 6 ha abrogato i commi primo e secondo dell'art.121 del TULPS (in base ai quali dovevano essere effettuate le richieste di iscrizione al Registro dei Mestieri Girovaghi e le richieste di permesso per le esibizioni).

Per la scelta dei luoghi la Compagnia si confronterà con le amministrazioni locali, chiedendo di segnalare le possibilità più gradite.

Dettaglio di date e luoghi verrà in tempo utile diffuso con cartoline informative, via e-mail e sul web (sul sito della Compagnia e con i mezzi offerti dai social network)

Oltre che in tutti i Comuni capoluoghi di Provincia della Regione Piemonte (terza tranche di prove pubbliche), lo spettacolo in corso d’opera sosterà dunque in 11 Comuni (quarta tranche di prove pubbliche) che si differenziano dai capoluoghi di Provincia in modo eclatante per quantità e densità di popolazione, nonché per raggiungibilità. Di tali caratteristiche, intese come apporto di utile eterogeneità alla partecipazione e allo scambio culturale nella creazione dello spettacolo, si è tentato di dare una rappresentanza proporzionale per ciascuna delle Province della Regione. Priorità nella scelta è stata data a Comuni che, secondo le catalogazioni della Regione Piemonte, abbiano requisiti di  svantaggio (Villa del Bosco) o alta marginalità (Castelmagno, Castelnuovo Nigra, Elva, Mongiardino Ligure, Niella Belbo, Rassa, Rorà, Sessame, Viganella, Villa Del Bosco); fa eccezione il comune di Colazza, con cui si intende rappresentare almeno alcune delle caratteristiche (densità e quantità di popolazione) differenzianti dal capoluogo per quanto riguarda la provincia di Novara, della quale nessun Comune appartiene alle catalogazioni della Regione sopra citate.

Ciascuno dei Comuni in cui avverrà la quarta tranche di prove pubbliche, appartiene a sua volta ad 11 diverse Comunità Montane della Regione Piemonte (fa eccezione il Comune di Villa del Bosco, che appartiene ad una Comunità collinare).

La quinta tranche di prove pubbliche (prima del debutto dello spettacolo in teatro) avverrà ancora a Torino: questa volta l’attore si sposterà con il furgone, in luoghi appartenenti a ciascuna delle Circoscrizioni della città.

Itinerario della terza tranche di prove pubbliche (Capoluoghi di Provincia)

 

     tot. 605 Km

Itinerario della quarta tranche di prove pubbliche (Comuni ad alta marginalità)

 

 

   
tot. 1015 Km

DRAMMATURGIA

STRUMENTI

La drammaturgia dello spettacolo LA VERA STORIA DI HILARIO HALUBRAS è parte integrante del meccanismo di produzione: si plasma infatti durante le prove pubbliche attraverso l’evocazione di ciò che gli accadde (sintetizzato nel primo paragrafo del progetto di allestimento) e attraverso l’osservazione di ciò che gli accade incontrando pubblici sempre diversi per le strade di Torino prima, del Piemonte poi.

Corollario, o meglio motore e insieme derivazione della drammaturgia in divenire è proprio il blog di Hilario Halubras (già attivo), blog da cui riportiamo qui uno degli interventi del nostro:

Ho scoperto di essere italiano, ho scoperto di essere contemporaneo; ho scoperto che esistono azioni stupide che mi divertono immensamente - e non solo a me: facciamole allora... o no? - ho scoperto che non riuscire a smettere di ridere provoca una tristezza infinita in chi ti guarda: in chi guarda me che non riesco a smettere di ridere. E questo mi fa venire ancora più voglia di ridere: forse sono cattivissimo. Ho scoperto che tutto sarà molto chiaro, per me e per gli altri. Ho scoperto che fra l'essere un soldato in missione di pace e l'essere un mercenario o un soldato di ventura o un cecchino di professione o un operaio o un impiegato o un libero professionista c'è una grande differenza ma più nessuno sa quale sia e che comunque il vestire una divisa mi ha impedito di leggere. Per fortuna venne l'esplosione, così cominciai a leggere. Ho scoperto che altre parole scritte, oltre a quelle di Esiodo, incideranno inevitabilmente sullo spettacolo di cui sarò protagonista. Ho scoperto che sono tornato in Italia ed è lì che ho cominciato a ridere. E ridendo ho iniziato a vivere. E ho scoperto pure la storia dell'uomo che morì per lo scoppio di una granata, che provocò uno spostamento d'aria tale che lui volò a cento metri di distanza, dove pascolava un porco e la sua testa e quella del porco cozzarono e sia lui che il porco morirono. E ho scoperto che quella è la mia storia. E ho scoperto che la storia non è più un segreto per me: intendo anche l'altra, quella che parte da tanti tanti secoli fa ed è fatta di molte altre storie, come quella dell'uomo che morì per lo scoppio di una granata, che provocò uno spostamento d'aria tale che lui volò a cento metri di distanza, dove pascolava un porco e la sua testa e quella del porco cozzarono e sia lui che il porco morirono... sì.... ma poi anche quella dell'uomo che voleva conquistare il mondo e ci era quasi riuscito e poi in tanti dopo ci hanno provato e tanti ci sono riusciti e nessuno se n'è accorto...  e di quell'uomo che era tanto stanco di lavorare e allora ha smesso ma poi ha ricominciato e dopo di lui tanti altri... e di tutti quei morti ammazzati che... vabbè. E ho scoperto che l'Italia si è fatta circa un secolo e mezzo fa e che intanto dire che si è fatta ormai vuole dire tutt'altro e che forse non ha mai smesso di farsi e più uno si fa, più è difficile smettere e che non sono solo le azioni stupide a divertirmi immensamente, ma anche le frasi. E ho scoperto che qui o si fa l'Italia o si muore. E che come sempre, immancabilmente, mi viene di nuovo tanta voglia di ridere”. dal blog di Hilario Halubras (www.netlog.com/HilarioHalubras/blog)

Altra motrice drammaturgica costante è Radio HILARIOHALUBRAS, la radio sul web dalla quale l’attore trasmetterà a puntate le opere più amate fra quelle lette da Hilario Halubras nelle quarantott’ore di morte apparente, quando gli apparve davanti agli occhi un fiume di pagine di cui colse ogni parola e ogni frase.

Qui di seguito un paio di stralci da opere di autori che verranno trasmessi: sono pensieri che nell’attimo stesso in cui gli comparvero in lettura, divennero i prediletti di Hilario Halubras.

[...] Grazie a Dio noi non siamo nel caso; però io ho come un ragno che mi passeggia nel pensatorio, e quel che mi gratta in testa eccolo qui. Sotto i padroni spotici, prepotenti, tirannici, se il sovrano è una iena, come Tiberio, come Caligola, Nerone e Soulouque nero e bianco, non si osa fiatare de' fatti del padrone; si fa di cappello, si tace e si trema, si trema e si tace per paura della forza, la quale vince la legge. Nel governo costituzionale, all'incontro, se il vizio, la menzogna, l'ipocrisia, col resto de' sette peccati mortali, venissero a sedersi sul trono (ripeto che per nostra gran ventura, noi non siam nel caso, ma figuriamoci che il brutto caso si avverasse) la legge vieta di scrutare e sindacare detti e fatti del sovrano; la legge dà l'impunità al peccato seduto su quell'alto seggio dove dovrebbe stare a modello delle genti la virtù.
Dunque nel regime costituzionale alla malvagità della persona si sovrappone la immoralità della legge. C'è il male; più c'è la finzione legale d'obbligo che il male sia il bene.
Felice mio, levami dal capo questo ragno. [...] da una lettera di Gustavo Modena a Felice Scifoni, datata 29 novembre 1860

[...] Tirannide indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto all'esecuzione delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle con sicurezza d'impunità. E quindi o questo infrangi legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore o legittimo; buono o tristo; uno o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società che lo ammette è tirannide; ogni popolo che lo sopporta è schiavo. [...] dal "Della tirannide" (1790) di Vittorio Alfieri

LINGUA E ARGOMENTI

Proprio le opere lette dal nostro nel buio della bara e trasmesse su Radio HILARIOHALUBRAS contribuiscono alla creazione di modi di pensare, di sognare e di agire dell’attore-Hilario Halubras: Hilario Halubras evoca la propria vicenda, ma lo fa con una cultura alle spalle, che lo condiziona e lo spinge a cercare argomenti da comunicare e una lingua per comunicarli.

La lingua non sarà sconosciuta al pubblico: sarà probabilmente un comprensibilissimo italiano, che però risentirà e deriverà - per ritmi e contaminazioni - direttamente dalle lingue delle sue molteplici letture: greco antico, italiano volgare, piemontese...

Per quanto riguarda gli argomenti, non è un caso che Vittorio Alfieri e Gustavo Modena siano stati un drammaturgo e un attore volti all’azione, ciascuno a suo modo.

Non è neppure casuale il fatto che Le opere e i giorni sia un poema didascalico, che tratta pure di giustizia, di semine, di lavoro, di vita, scritto da un uomo, Esiodo, che oltre ad essere poeta, fu agricoltore.

Dalle loro azioni e dai loro pensieri Hilario Halubras non può che imparare e trarre stimoli per il suo peregrinare utile.

Fermi restando i capisaldi dell’evocazione di ciò che gli accadde nell’aldilà e dell’osservazione di ciò che vede accadere intorno a se sulla strada, la drammaturgia si nutre dunque pure di vicende e di immagini tratte dai testi che  Hilario Halubras lesse nel buio (e poi trasmessi, in minima ma significativa parte, sulla radio web): il poema di Esiodo ad esempio include quella che forse è la più antica fiaba conosciuta.

Ora una favola ai re narrerò, a loro che pure sono assennati.
Ecco quello che lo sparviero disse all'usignolo dal collo screziato
su in alto, fra le nubi portandolo serrato nell'unghie;
quello pietosamente, dagli artigli adunchi trafitto,         
piangeva; ma l'altro, violento, gli fece questo discorso:
«Sciagurato, perché ti lamenti? ora sei preda di chi è molto più forte;
andrai là dove io ti porterò, pur essendo tu bravo cantore;
farò pasto di te, se voglio, oppure ti lascerò.
Stolto è chi vuole opporsi ai più forti:
resta senza vittoria e alla vergogna aggiunge dolori».
Così disse il veloce sparviero, l'uccello che vola con le ali distese.

Il tema del potere abusato e della violenza mortale è cartina di tornasole di invisibili corsi e risorsi storici, di pericoli in agguato e di tragedie già state e non viste: è mezzo utile a creare una memoria organica, che permetta di capire oltre alle apparenze e infonda il coraggio di pensare e sognare; di appropriarsi del passato e del presente realizzando al meglio il connubio tra intelligenza e conoscenza e mirando all'azione più che non alla mera speculazione.

L’azione incredibile che Hilario Halubras vide compiere da alcuni morti ammazzati del secolo scorso, si ispira al Mito di Er, narrato nelle ultime pagine della Repubblica di Platone (uno dei tanti libri che il nostro lesse a velocità supersonica nel buio della bara), mito che teorizza mirabilmente la vita e la libertà quali diritti diversamente determinabili e utilizzabili da parte di ogni uomo.

MECCANISMO DI PRODUZIONE

Il meccanismo di produzione intende così farsi esso stesso spettacolarità, divenendo meccanismo spettacolare in ogni sua fase: ciò risponde alla volontà dell’attore di rendersi totalmente cittadino fra cittadini, recuperando - e stimolando al recupero – della coscienza di sé quali parti della res publica.

Perché questo accada è indispensabile che l’attore ponga come capisaldi della propria attività due principi: la valorizzazione di ogni provvisorietà e l’accettazione del rischio di fallire creando pubblicamente. E che lo faccia pure mirando a una crescita personale a largo spettro: sociale, artistico, culturale e professionale.

Il teatro è, per dirla con Aristotele, scienza poietica, cioè produttiva, innanzitutto perché ha il suo fine fuori di sé.

Estendere tale concetto a ogni fase della produzione teatrale, significa recuperarne gli intenti politici ed aggregativi; significa pure ottimizzare gli investimenti di denaro, moltiplicando le possibilità di riuscita e le occasioni di realizzazione dell’intento di produzione culturale da cui muove l’investimento stesso.

Il debutto in teatro, che consterà di tre repliche, sarà derivazione diretta di almeno cinquanta prove pubbliche precedenti.

L'intensificarsi del gioco di "andate e ritorni" fra l'azione nel TEATRO STABILE DI STRADA® e l'azione nel Sistema Teatrale, diventa dunque per l'attore tentativo di vivificare ed innovare, oltre che i processi comunicativi e creativi, pure i meccanismi produttivi della propria attività.

L’intento è pure quello di fare evolvere il principio di contaminazione del sistema teatrale, intrapreso con il TEATRO STABILE DI STRADA® (con cui parallelamente l’attore continua ad agire): oltre che portare su strada, in modo autonomo, organizzato e frazionatamente stanziale, spettacoli già presentati nei circuiti istituzionali, si tenta di creare liberamente uno spettacolo su strada, per presentarlo nel sistema teatrale.

DIREZIONE E CO-DIREZIONE

”Tutti gli attori dello spettacolo ne sono pure direttori. La loro direzione non consiste tanto nel dare agli altri e a se stessi regole per potere agire, quanto nell’agire con i modi che spazi, tempi, luoghi e relazioni suggeriscono; consiste nel dirigersi verso uno o più punti, visibili o invisibili, reali o immaginari; nel cercare percorsi utili alla comunicazione e alla partecipazione; nel vestirsi di un rigore non dettato né imposto né previsto, ma frutto di scoperta progressiva e dunque necessario e connaturato all’autore della scoperta. La direzione inizia con le prove e continua con le repliche, con il dichiarato auspicio di non vedere mai una fine”.

E’ questo ormai da anni il principio fondante del metodo di lavoro della compagnia: la realizzazione dello spettacolo Cristo muore in fabbrica: è solo un altro incidente, ha evidenziato come tale principio abbia tanto più effetto quanto più è ampio il confronto fra gli attori.

Che cosa succede dunque quando si mette in scena un monologo? Perché il lavoro dell’attore si arricchisca del confronto, si rende necessaria la figura dei co-direttori, più persone che osservano il suo lavoro e gli riferiscono impressioni e suggerimenti. A tale funzione già assolve il pubblico stesso, che potrà commentare e interloquire con l’attore nello spazio libero della strada; come pure il disegnatore luci, il tecnico del suono e il costumista potranno essere a tutti gli effetti co-direttori dell’attore.

Oltre tali persone, che per loro stessa definizione partecipano alla preparazione ovviamente pure in altra veste, vi saranno altre figure pure operanti in ambito teatrale, che avranno esclusivamente il ruolo di co-direttori.

Dei co-direttori si cerca la disponibilità, secondo criteri che privilegino la loro assoluta eterogeneità per esperienza e metodo e una indiscussa professionalità.

 

 

 

[1] L’attore e il personaggio godono di una buffa e simbiotica corrispondenza di bisogni. L'attore compie esattamente l'azione del personaggio di cui sta costruendo lo spettacolo; il personaggio compie esattamente l’azione dell’attore che lo interpreta. Lo devono fare: ne hanno entrambi bisogno, per potere essere.
 
[2] Le prove avverrano in cinque fasi, di cui si dà dettaglio nei capitoli successivi: “CRONO-PROGRAMMA” (pag. 6) e “TERRITORIALITÀ” (pag. 7)
 
[3] www.netlog.com/HilarioHalubras/blog
[4] La scelta dei luoghi della Regione avviene secondo criteri e dettaglio descritti nel capitolo “TERRITORIALITÀ” (pag. 7)

 


 Stampa     
     

scarica video integrale della X prova pubblica su strada (60 min.)

scarica video di un momento della XV prova pubblica su strada (3 minuti)


Altri momenti delle prove su strada:

 

La pubblica produzione culturale si inaugura il 15 maggio 2010, con una fase di prove teatrali su strada e di trasmissioni radio della durata di dieci giorni: il calendario dell'inaugurazione è consultabile nell'agenda qui sotto, che verrà aggiornata pure con gli eventi futuri.
A questo link galleria fotografica dell'ultima prova su strada della prima fase.
Tutti i cittadini sono invitati a partecipare alle prove su strada, a sintonizzarsi su Radio Hilario Halubras e ad i
ntervenire sul blog di Hilario.

Seconda fase: 19-30 luglio 2010 (pausa nei giorni 24 e 25).
Le prove teatrali su strada - con la partecipazione di Thuline Andreoni (co-direzione), Baldo (suono), Marco Gobetti (recitazione e co-direzione), Fabiana Ricca (co-direzione) - avvengono a Torino ogni giorno alle h 18.00, in via Verdi 39/b, di fronte alla libreria Genesi Universitaria.
Ogni giorno su RadioHilarioHalubras (http://www.talkshoe.com/tc/79610) alle ore 12.00, l'attore legge le Laude di Jacopone da Todi.
Sempre consultabile il blog di Hilario Halubras, con una novità: il nostro è migrato all'indirizzo http://hilariohalubras.blogspot.com/  (ha creato un nuovo blog, sul quale è comunque recuperabile tutto ciò che fu pubblicato nel precedente).

Un ringraziamento per la collaborazione a tutti i Cittadini sinora intervenuti e ad Anna Delfina Arcostanzo, Pierpaolo Del Duca, Alessandro Di Massa, Simona Gallo, Giovanni Moretti, Alessandro Tannoia, Dario Tozzoli

 Stampa     
Dichiarazione per la Privacy | Condizioni d'Uso
Home |  Percorso |  Per il Teatro |  Per la Scuola |  Dicono di noi |  Contatti
Copyright (c) 2000-2006