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sabato 28 gennaio 2012
Progetti ed eventi * Dove sono nato non lo so
  Testimonianze  

 

A sud di Pavese
di Matteo Bellizzi

Immagini
dal blog di Diego Maria Servetti

Vendemmiando parole
uno scritto di Ruggero Dondi

 

vai agli eventi del progetto:

1, 2, 3

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  DOVE SONO NATO NON LO SO - Il progetto  

by Diego Maria ServettiL'evento DOVE SONO NATO NON LO SO (realizzato nel 2008 presso la Tenuta Carretta di Piobesi d'Alba in occasione del centenario della nascita di Cesare Pavese, con il sostegno essenziale, fra tutti, della Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte) permise di scoprire e sperimentare dinamiche innovative in campo di ricerca teatrale e di produzione culturale, oltre che di promozione turistica e di valorizzazione del patrimonio paesaggistico e territoriale: il progetto omonimo nasce proprio in risposta a tali stimoli e dalla volontà di proseguire sulla strada che questa ricerca ha aperto.

DOVE SONO NATO NON LO SO è un progetto teatrale che intende valorizzare e coniugare urgenza, spirito avventuroso e rigore artistico degli attori; che mira a suscitare lo stupore del pubblico utilizzando strumenti, modi ed atti non canonici ma essenziali. Un progetto volto a diffondere la cultura teatrale svelandone al pubblico l’aspetto che gli è più naturalmente contemporaneo: il mestiere degli attori. Un mestiere riconoscibile in questo caso come lavoro concreto di uomini, che con le proprie capacità ricercano un incontro, in uno spazio e in un tempo ampi e agevolmente condivisibili, per dare voce, corpo e vita alla Letteratura.


DOVE SONO NATO NON LO SO diventa dunque evento ripetibile in forma, luoghi e tempi diversi (in questo senso proprio luogo mese e anno si aggiungeranno al titolo, identificandone le varie edizioni). E’ da sottolineare poi che il principio evolutivo si estende pure ai contenuti, fermo restando l’intento di ispirarsi alle suggestioni con cui nacque - ascrivibili alla figura di Cesare Pavese – e, per l’appunto, a quel “radicamento spalancato all’universale” che fu linfa prima dell’intera sua opera:
l'evoluzione stessa del progetto intende farsi segno di tale lirica apertura alla vita e al mondo.

Struttura base ed azione artistica centrale del progetto sarà la ripetizione (a cadenza annuale o biennale) di DOVE SONO NATO NON LO SO, la settimana di lettura accampata (anch'essa con formula variabile) in occasione dell'anniversario della nascita. L'evento è attualmente in corso di progettazione (vd. ipotesi)


CENNI SULL’EDIZIONE INAUGURALE


DOVE SONO NATO NON LO SO (ediz. 2008)

Una settimana di lettura accampata tra i filari
in occasione del centesimo anniversario
della nascita di Cesare Pavese

L’evento “DOVE SONO NATO NON LO SO – Una settimana di lettura accampata tra i filari in occasione del centesimo anniversario della nascita di Cesare Pavese” vide tre attori alternarsi alla lettura consecutiva dell’intera opera di Cesare Pavese, accampati in tenda per una settimana (9-16 settembre 2008) in cima a una collina del Roero, con le Langhe all’orizzonte. La loro voce, per quattordici ore al giorno (dalle 10 alle 24), complice una potentissima amplificazione innestata sui pali dei filari, risuonò nel paese di Piobesi d’Alba sin giù a valle e accolse gli spettatori che giungevano nella struttura agrituristica della Tenuta Carretta ai piedi della collina: le parole di Cesare Pavese, parendo divenire emanazione delle vigne stesse, accompagnavano il pubblico mentre sostava, mangiava giù a valle, partiva alla volta del bricco e saliva arrancando sulla capezzagna fra le vigne, per raggiungere la fonte della spettacolarità.

Si sentì un uomo dire stupito che “giù dalla statale a valle, aveva visto la vigna parlare” (fa pensare l’uso del verbo vedere: e soprattutto il fatto che si fosse fermato a “vedere” perché passando in macchina a finestrino abbassato, gli era giunta una voce all’orecchio...); ci furono spettatori seduti intorno alle tende degli attori; altri sdraiati per ore, di notte, in mezzo ai filari, per “ascoltare guardando le stelle”;  altri stipati sotto il gazebo, altri chissà dove; pure con solleone, pioggia e vento gli attori continuavano lo spettacolo, coscienti del fatto che, anche quando non c’era pubblico di fronte a loro, da qualche parte poteva esserci; il premio più grande per loro fu poi sapere che dal vicino paese, c’era chi li ascoltava dai balconi e chi addirittura, passava il pomeriggio a lavorare nell’orto perché “di lì si sentiva meglio”.

Lungimiranti e fondamentali furono la collaborazione (in ambito promozionale e di realizzazione) e la supervisione che la Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte fornì sin dalla prima fase progettuale.

Essenziali il Patrocinio e il sostegno di enti quali la Provincia di Cuneo, il Comune di Piobesi d’Alba e della Giulio Einaudi editore; nonché di sponsor come l’Associazione Strada del Tartufo Bianco d’Alba nel Basso Piemonte.

L’evento, come auspicato, generò pure iniziative parallele quali, fra tutte, un flusso organizzato di pubblico (a cura de Il circolo dei Lettori) e il presidio di una libreria itinerante (Profumi per la Mente), con organizzazione di una notte bianca letteraria; senza dimenticare la presenza della troupe capitanata da Matteo Bellizzi, che, accampandosi anch’essa, realizzò decine di ore di riprese, documentando in video gran parte dell’evento.

Alta l’attenzione da parte degli organi di informazione: la rassegna stampa include interventi di testate dedicate a svariati ambiti (letterario, teatrale, cronachistico, culturale, turistico…), come pure notevole è stato l’interesse (interviste e servizi) e la diffusione da parte delle radio (fra tutte, Radio24-IlSole24ore e RAI Radio 3).

Pure ampia la partecipazione da parte del pubblico, dal quale (giunto ad hoc o conquistato in loco) si sono avuti più che positivi riscontri.

Proprio la positività del bilancio complessivo indusse a considerare la necessità di ripetere e ampliare l’evento, trasformandolo in un evento annuale, il cui richiamo coniugasse in modo ancora più strutturato e esplicito il legame che unisce questa terra alla cultura letteraria che la racconta; ma ancora di più alla cultura materiale  che - anche attraverso le più recenti vocazioni economiche e turistiche -  la sviluppa e la perpetra nel tempo.

In questo senso, oltre a rendere ripetibile l’evento con l’omonimo progetto DOVE SONO NATO NON LO SO, in futuro si  tenterà di realizzare pure il progetto  “Una vendemmia di parole”:


“Una vendemmia di parole” intende creare una rete di strutture turistiche eterogenea ma legata dall’itinerare di una spettacolarità ininterrotta (dal mattino a tarda sera) e integrabile alla proposta turistica stessa. Ogni residenzialità (una volta al mese) è così articolata: il primo giorno nei locali della struttura pilota (fissa) in area a flusso turistico consolidato e il secondo in una struttura (ogni volta diversa) di un Comune ad alta marginalità del territorio regionale.
Lo scopo è quello di stimolare la creazione di una rete di operatori turistici eterogenea ma legata dall’itinerare della spettacolarità: proprio l’originalità della spettacolarità stessa (consecutività dal mattino a tarda sera) mira ad attrarre pure persone del luogo in locali destinati solitamente ai turisti, generando così un’atmosfera di accoglienza reale per questi ultimi e contribuendo all’acquisizione e/o all’ottimizzazione di una cultura dell’incontro da parte dei primi.
L’offerta turistica ed artistica consecutiva ed integrata durante una stessa giornata, incuriosendo e moltiplicando le opportunità e le modalità di fruizione e partecipazione, intende insomma fare sì che artisti e operatori turistici diventino veri e propri artigiani di incontri, fino a farsi catalizzatori e mediatori di quello fra turisti e popolazione locale.  

 

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  Soggetti aderenti  


con la collaborazione di

 

Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte


 

 

 

 
 
 
 

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